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Mobilitazione del 15/3

Ciao a tutti e a tutte,

ci siamo. Mercoledì prossimo 15/3 c’è la terza giornata di mobilitazione.

Diffondete il più possibile questo messaggio.


Due premesse importanti:


1. Non si tratta più di dimostrare che abbiamo ragione: l’abbiamo già fatto, e i due servizi di Falò lo dimostrano (https://www.erredipi.ch/post/fal%C3%B2-le-pensioni-della-discordia). Si tratta ora di imporre un rapporto di forza diverso. Di accelerare il passo, perché non bisogna illudersi sulle misure di compensazione. Sta a noi volerlo fare, o rassegnarci un’altra volta, magari continuando a borbottare tra i corridoi…


2. Come al solito, ogni scuola/ufficio è libero di interpretare la giornata secondo il proprio sentire.


Metto però di seguito qualche suggerimento:


3. Mattina del 15/3

Facciamo in modo di prevedere un momento in cui si tematizzano e si condividono le motivazioni della mobilitazione. Serve a creare un clima propizio e a convincere i colleghi a muoversi.

Può bastare:

a. Un caffè tra colleghi e colleghe in cui si calcola quanto è alta la cresta che viene fatta sui nostri contributi https://www.erredipi.ch/quanto-nel-calderone (l’ha scoperta un matematico che aderisce all’ErreDiPi… altrimenti nessuno ce l’avrebbe detto)

b. Una pausa in cui si sfoglia il dossier informativo (in particolare i punti 5, 6 e 7 della sintesi dei comunicati)

c. Un’azione di protesta, in cui ci si mette in scena l’insofferenza per l’ingiustizia subita (il primo taglio è arrivato; nulla si sa circa quanto verrà compensato). Lasciatevi guidare dalla vostra fantasia e mandate le foto al n. 076 679 47 14: le girerei alla stampa e le farei pubblicare sul nostro canale Instragram. Se possibile, fate in modo che si veda il nome della sede/dell’ufficio. So che il Liceo di Lugano 1 sta tramando qualcosa (loro la bellissima idea della torta di libri…

d. Un’astensione dal lavoro di un’ora. Al liceo di Bellinzona è stata decisa a larghissima maggioranza dal plenum, e vedrà protestare più di 50 colleghi e colleghe, alle 10:00. Altrove sono i singoli assicurati che si asterranno. Rimando al punto n. 7 per i dettagli. Ricordo qui solo che la VPOD sostiene i propri associati che decidono di astenersi dal lavoro (paga le indennità di sciopero); gli associati e le associate OCST si rivolgano invece con tranquillità direttamente al sindacato…

e. La preparazione di striscioni per la marcia. Qualche esempio di slogan possibile: “Questa è una marcia, come la nostra cassa”

“Noi marciamo, la cassa marcisce”

“-50% sui contributi ai 30enni… Alla faccia della cresta”

“Non sono un pollo… Non fatemi la cresta”


4. Pomeriggio del 15/3

Partecipiamo in massa ai due momenti di protesta.

a. Dalle 17:00 c’è la marcia da Giubiasco (mercato coperto) a Bellinzona (piazza Governo). Si tratta di una marcia spontanea, fatta nel rispetto del Codice stradale. La novità rispetto alle altre due manifestazioni è questa: cerchiamo dunque di esserci in massa già dalle 17:00.

b. Dalle 18:00 c’è il ritrovo in piazza Governo, che la VPOD ha provveduto a riservare (ringrazio). Qui terremo qualche intervento, voteremo una risoluzione (la prepariamo nei prossimi giorni: cerco d’inviare la bozza prima), lanceremo una prossima mobilitazione.

c. In allegato c’è il volantino pdf (prima pagina leggera, seconda pagina d’approfondimento). Fatela girare con tutti i mezzi che avete, per favore. Stampatelo e affiggetelo. Vi metto in allegato anche i .jpeg, comodi per mettere come stato whatsapp, per esempio.


Ora qualche altra considerazione.


5. L’esempio della caldaia

La gente continuerà a dire che è ingiusto che il nostro tasso di conversione sia più alto del loro: noi eravamo fino a ieri al 6.17 %, quando in media nel 2021 le casse svizzere erano al 5.5%. Li capisco. Se uno non ci riflette, complice l’avversione che si ha per gli statali e la cattiva informazione, l’obiezione è subito lì, velenosa.

Immaginiamo che ogni cassa pensione sia un condominio. Il tasso di conversione è il livello cui mettiamo i termosifoni: perché da noi i caloriferi sono sul 6, quando negli altri condomini i residenti si devono accontentare di metterli sul 5, 5.5?

Semplice: perché la nostra caldaia non va. Solo aprendo i rubinetti sul 6 e buttando dentro un sacco di nafta (contributi) riusciamo ad avere una temperatura nella media. Abbassando al 5 geleremmo, rispetto agli altri condomini.

Prima di imporre di mettere i caloriferi sul 5, sistemassero la caldaia…


6. Delle compensazioni sono davvero necessarie?

“Ma in questo caso, delle compensazioni sono davvero necessarie? Paragoniamo il livello di prestazioni di alcune casse pensioni: oggi [con un tasso di conversione del 6.17%, nota nostra] gli assicurati IPCT ricevono prestazioni nella media, più o meno simili a quelle degli iscritti alla cassa pensioni di Lugano, a quella dell’ente ospedaliero, o alla cassa cantonale grigionese. Con la discesa dei tassi senza compensazioni [al 5%, nota nostra], le prestazioni crollerebbero, finendo praticamente al minimo di legge. Prestazioni medie, ma contributi elevati. I prelievi sui salari per gli affiliati all’IPCT sono già oggi molto alti, ma in parte non vanno a loro beneficio diretto, finiscono in un calderone per risanare la cassa, fortemente deficitaria”. https://www.erredipi.ch/post/fal%C3%B2-le-pensioni-della-discordia, da 14’22’’


7. Sull’astensione di un’ora indetta dall’ErreDiPi e votata al Liceo di Bellinzona

L’astensione è stata recepita dal plenum del Liceo di Bellinzona, ma altrove saranno gruppi di docenti / impiegati ad astenersi individualmente. Non è scritto da nessuna parte che deve essere il plenum a votare compattamente lo sciopero altrimenti non si può… L’adesione è individuale. E ovviamente se la scuola vota lo sciopero nessuno è obbligato a farlo.

Basta creare una lista di firme di scioperanti, farla circolare e darla al/alla proprio/a superiore per tempo. Da noi, il Direttore consegnerà la lista al Dipartimento la sera del martedì.

Se qualcosa non è chiaro, chiamate allo 076 679 47 14. Non fatevi problemi…

Anche se in alcuni posto saremo pochi, non saremo mai due sfigati: ma lavoratori e lavoratrici che scioperano in nome di chi non lo può fare, perché lavora con contratto precario o in uffici isolati o dal clima difficile.


Questa astensione è un gesto:

- nobile (è tutelato dalla Costituzione federale, all’art. 28),

- coraggioso (lo indiciamo noi, come lavoratori e lavoratrici),

- generoso (lo facciamo per gli anche per chi non può),


Rispondiamo alle obiezioni sentite finora.

a. “Si tratta di una fuga in avanti del Liceo di Bellinzona”

In realtà la strategia è stata discussa minuziosamente per lungo tempo dal comitato RDP.

b. “E’ un’astensione inutile… dovremmo farla tutti insieme, tutta una giornata… allora sì che avrebbe senso…”

L’astensione del Liceo di Bellinzona e di altri gruppi di colleghi non vuole essere uno sciopero o addirittura LO sciopero. Pensiamoci per maggio... Quello evidentemente dovrà essere preparato e soprattutto condiviso con anticipo da molti più istituti ed uffici (quei pochi che hanno la commissione del personale). Parliamo invece di un'astensione dal lavoro come contributo alla giornata di mobilitazione del 15/3, il cui fulcro non è lo sciopero, bensì la marcia.

In realtà, l'obiettivo del gesto di astensione è rompere il tabù nei confronti dello sciopero: che tutti gli assicurati prendano atto che si può fare senza grandi patemi d'animo.

c. “Non si fa… in Ticino non si fa…”

Al Liceo di Bellinzona abbiamo programmato la comunicazione proprio su questo: riabilitare la dignità dello sciopero rivendicandone lo statuto di diritto fondamentale di rango costituzionale. Se è una vergogna scioperare, allora lo è anche esercitare il diritto di stampa...

d. “Ci facciamo male”

Chi ce lo farebbe?

Da un punto di vista occupazionale, i nominati non corrono rischi. Gli incaricati del Liceo di Bellinzona non si iscriveranno ma parteciperanno se liberi da lezione e, se vorranno, parteciperanno alla cassa di compensazione.

Dal punto di vista dell'opinione pubblica, è inutile rincorrere quelli secondo cui, a prescindere, siamo dei fuchi.

E per tutti gli altri contiamo di poter far capire che lo sciopero è un costo anche per noi: un costo calcolato che vale la pena affrontare, così come il lievissimo disservizio, per portare all'attenzione dell'opinione pubblica un problema di rilievo cantonale. Abbiamo migliaia di famiglie a rischio di povertà e professioni sempre meno attrattive per intere generazioni di potenziali futuri dipendenti del più grande datore di lavoro del Cantone.

e. “Questa astensione è illegale perché non è indetta dai sindacati”

VPOD riconoscerà l’indennità di sciopero ai propri iscritti. L’OCST non lascerà nessun associato da solo…

OCST e UNIA hanno guidato alla grande lo sciopero degli edili in autunno: e le trattative erano in corso.

E poi è giuridicamente falso.

Si tratta di una consuetudine, rafforzata dalla necessità di ottemperare alle condizioni dettate dalla Costituzione per l'esercizio del diritto, nello specifico quella per cui lo sciopero deve essere subordinato ai negoziati. E dunque, in generale, sono i sindacati a decretare il fallimento dei negoziati.

f. “Appunto… Bisogna aspettare la fine delle trattative”

Ma, in questo caso, gli attuali negoziati non sono trattative vere e proprie. Sono colloqui tra CdS e sindacati dove:

- Tutto va a rilento: dopo mesi e mesi, solo due incontri, uno per fissare il calendario e uno per un confronto statistico con altre casse e del terzo (8/3) poco si sa... È evidente l'intento dilatorio.

- Il Consiglio di Stato non ha potere decisionale: può solo licenziare un messaggio all’indirizzo del Gran Consiglio, che deciderà.

- I sindacati sono parte di RDP ma su alcuni punti non siamo perfettamente allineati: noi diciamo che non si può scendere senza sapere dove si va e come/quanto/quando si compensa.


8. La prossima riunione è lunedì 13, alle 20:00 solo via zoom (non occorre installarlo: basta seguire il link): sarà breve e solo organizzativa.


Decidiamo noi se e quanto contare: cerchiamo di farlo con convinzione.



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